Quanto piaci sui social? La metà di quanto ti piacciono gli altri.
Sembra un controsenso dire che non amo i social, ma nella realtà dei fatti è proprio così.
Chi mi conosce sa che detesto ci sia troppa divulgazione di fatti personali e troppa intimità. C'è un substrato, quella zona grigia, fin dove i social, a mio avviso possono penetrare. È la stessa zona dove, tendenzialmente, lascio accedere la maggior parte delle persone, ovvero i conoscenti.
Ma c'è un altro aspetto dei social che recentemente ha inasprito questo mio sentimento di fastidio: una maggior tendenza a vendersi per i like, per venir condivisi o avere un minimo di visibilità in più. Non importa da chi; il veicolo non si guarda nemmeno.
Chi mi conosce sa che detesto ci sia troppa divulgazione di fatti personali e troppa intimità. C'è un substrato, quella zona grigia, fin dove i social, a mio avviso possono penetrare. È la stessa zona dove, tendenzialmente, lascio accedere la maggior parte delle persone, ovvero i conoscenti.
Ma c'è un altro aspetto dei social che recentemente ha inasprito questo mio sentimento di fastidio: una maggior tendenza a vendersi per i like, per venir condivisi o avere un minimo di visibilità in più. Non importa da chi; il veicolo non si guarda nemmeno.
I miei social core, per forza di cose, sono Instagram; Facebook; Behance e Linkedin.
Su Instagram ho pochi Followers, faccio il mio dovere quando riesco ad alternare la gestione del mio profilo business ai corsi e alle altre attività che porto avanti; ma quando lo faccio lo faccio volentieri, perché pubblico i miei lavori scegliendoli con cura insieme ad hashtag e tutto il resto. A volte posto stupidaggini. Sulle storie cerco di esere abbastanza costante. Su questo canale spesso arriva quello che definisco spam. Profili di altri grafici che mi inviano richieste di condivisione dei propri portfoli o di like ai propri lavori. Questi profili mi seguono ma non interagiscono con il mio profilo; sono un veicolo, uno tra tanti profili che probabilmente queste persone seguono per raggiungere i propri obiettivi. Strategia? Sicuramente, ma non deve essere necessariamente condivisibile.
www.instagram.com/ellefugrafica -> 172 fws
Facebook. La mia pagina è un po' abbandonata. Questo per due ragioni essenziali:
1 - Nasceva come pagina per postare illustrazioni e disegni
2 - Faccio fatica a star dietro sia a quella che ad Instagram (più a tutto il resto)
Su Facebook c'è sempre stato un discreto uso dello spam tra gente che fa lo stesso "mestiere". c'è da dire che ho il profilo privato e la scelta di aggiungere grafici e fumettisti nella mia cerchia è stata mia, e di conseguenza ricevere le loro richieste a seguire le pagine dei prodotti su cui lavorano mi sembra naturale.
https://www.facebook.com/Ellefu86 -> 168 fws
Behance è uno strumento su cui lavoro da poco. Ho deciso dopo un'infinità di tempo di aprire il profilo; non mi sentivo mai pronta e alla fine ho preso la rincorsa e mi sono tuffata. Adesso ho una pagina che apprezzo; alla quale sicuramente con il tempo apporterò delle modifiche ma della quale non credo di dovermi vergognare.
Sfoglio spesso i profili che trovo in giro.
Behance è una risorsa immensa da cui trarre ispirazione. Eppure anche qui si ripete la stessa situazione di Instagram.
"Ti seguo, mi segui?" Ci sono profili che lo fanno sistematicamente e lo fanno alla luce del sole. Sotto i vari progetti copia-incollano lo stesso messaggio che si compone così: " complimento a caso - questa è la mia pagina - seguimi ".
Non so neanche se guardino davvero i lavori delle pagine che visitano. Lo scopo è ottenere un numero elevato di followers e spesso è così.
"Ti seguo, mi segui?" Ci sono profili che lo fanno sistematicamente e lo fanno alla luce del sole. Sotto i vari progetti copia-incollano lo stesso messaggio che si compone così: " complimento a caso - questa è la mia pagina - seguimi ".
Non so neanche se guardino davvero i lavori delle pagine che visitano. Lo scopo è ottenere un numero elevato di followers e spesso è così.
https://www.behance.net/elisafurlani -> 24 fws
Linkedin è il mio porto sicuro. Su Linkedin ho molti contatti, tutti inerenti alla sfera della grafica o del digital marketing. Quello che vedo quando apro questo social sono contenuti di mio interesse. Talvolta polemiche sterili, altre contenuti che sembrano più adatti ad altri canali; ma il più delle volte sono argomenti interessanti e stimolanti. Magari non ho ancora visto il "lato oscuro" di questo social e in realtà c'è chi chiede di condividere ossessivamente i propri artioli per portarli in alto nelle grazie di mamma Linkedin; ma per ora preferisco vederla così, dall'alto del suo candore.
https://www.linkedin.com/in/elisa-furlani/ -> 1078 fws
Qual è la cosa che mi dispiace di più di tutta questa situazione? Si rischia di perdere ancora di più la qualità in tutto ciò che si cerca di fare. Basta sapersi vendere anziché avere delle skills? Probabilmente si e non ho scoperto l'acqua calda. Probabilmente a voler continuare a tapparsi occhi e naso davanti a questa soluzione non arriverò a granché, ma tant'è.
Mi piacerebbe che le poche persone che mi seguono lo facessero con piacere e non sperando di ottenere qualcosa, senza neanche sapere cosa io faccia o perché.
Illusione o possibilità?



Illusione malgrado raramente possa esserci la possibilità.
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