Millenials VS GenZ: a Tutto TikTok

 

Qualche tempo fa girava su Facebook un post dove si parlava di noi nati negli anni '80 in toni nostalgici. Si parlava delle musicassette e poi dei CD-rom, dei motorini, degli SMS e i caratteri limitati che li rendevano così essenziali e talvolta incomprensibili.

Noi degli anni '80 siamo una generazione strana, in effetti.

Viviamo felicemente appagati dalle comodità di tutto ciò che offre quest'era, rimpiangendo tutto ciò che creava disordine e frustrazione nel nostro passato.
Io me li ricordo i 100 messaggi della Christmas Card e quando finivano. Non era struggente, era un dramma, inutile che venisse Megan Gale a convincermi del contrario.

Per quanto concerne il computer, rispetto ai miei coetanei ho avuto il primo approccio con un PC molto presto. Era un Amiga con lo schermo a tubo catodico, che se lo mostrassi oggi ad un ragazzino mi verrebbe come un dinosauro.
Bella la grafica ripresa da alcuni videogame attuali, quella i ragazzini forse l'hanno vista da qualche parte. Quello che non sanno è quanti floppy disk noi dovevamo infilare per installare un solo maledettissimo programma, allora. Ah si, sperando che uno di essi, nel frattempo, non si fosse smagnetizzato. E non era come il bancomat, che succede ma ogni tanto. 

Quelli si smagnetizzavano spesso.


Noi degli anni '80, per quanto abbiamo potuto vivere i computer in età abbastanza giovanile, non abbiamo avuto modo di maturare la stessa velocità di utilizzo dei ragazzi di oggi. L'ho capito utilizzando i social. Dapprima pensavo fosse una mia forma di rifiuto e fastidio legato a quel tipo di comunicazione.  Poi, un po' per testardaggine ed un po' per sfida, ho provato ad entrare nel meccanismo delle storie di instagram quando erano la novità del canale, ma ogni volta mi perdevo, non riuscivo ad identificarne il senso né il modo di utilizzo più indicato. Vedevo amici più giovani farne largo uso. Mi divertivano le loro storie ma non avrei saputo fare altrettanto. Mi sono sentita fuori luogo. Poi è arrivato Tik Tok. L'ho installato perché nel mentre ho deciso di acquisire conoscenze in ambito di digital marketing. Tik tok ha un target molto giovane ma può avere anche contenuti di intrattenimento di vario genere simpatici da spulciare.
Ci perderei due ore su Tik tok? La risposta è no. E se avessi 14 anni? Probabilmente si.
Non sento di avere la mente stanca. Passo da un corso all'altro, studio, faccio grafica anche solo per tenermi allenata. Ma i trend social sono un'altra cosa. Lo studio che avviene dietro la creazione di un canale è targettizzato conattenzione certosina. A me non interessa Tik Tok perché a Tik Tok non interesso io

Però due domande me le sono fatte lo stesso. Se è vero che Tik Tok me lo posso perdonare per il target e tutto il resto, che scusa avrei per Instagram? Allo stato attuale il social ha una popolazione più che variegata al suo cospetto. Ho due account che uso male per uso personale e non ci provo nemmeno a gestire in modo un po' più professionale, sebbene dovrei. Le stories sono state un grandissimo upgrade, nemmeno troppo difficile da comprendere. Qual è il mio problema?

Il mio problema a monte sono i social. Sebbene studi all'impazzata digital marketing, già dall'epoca di Netlog non riuscivo a starci dietro e il mio account era andato perduto nell'oblio del dimenticatoio, semplicemente perché non riuscivo a darci sufficiente importanza.

Potrei applicarmi (lo farò), tuttavia c'è un altro scoglio: la generazione. Se è vero che molta gente della mia età ormai è abituata a utilizzare stories, reels e tutto ciò che finisce con la S e ha una parvenza di instantaneo ma anche catchy, è anche vero che per chi come me vedeva Instagram come un Retrica che condvideva foto, ad oggi dovrà fare il passo in più. La generazione Z e quella venire hanno la mente veloce. Spesso si tende a prenderla in giro o a schernirla perché si crede pecchi di superficialità. La verità à che tra devices e app; social e tecnologia in continuo sviluppo, hanno dovuto rinunciare alla propria capacità di adattamento.

Io me lo ricordo quanto tempo ci ho messo a passare dal mio primo Amiga al PC dopo. O banalmente ad un scanner a mano, un oggetto tanto stupido quanto difficile da utilizzare, ad uno scanner vero. Ogni step è stato guidato, coccolato dai miei tempi, dai tempi che la tecnologia metteva a disposizione

Ad oggi non è più così. Il mondo corre, i social corrono. 

Bisogna trovare le scarpe giuste e iniziare a correre.


 



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