Le nostre nuove, brutte parole.



Che peso date alle parole?
Io moltissimo. Le parole, a mio avviso, sono ciò che identificano il vivere civile ma non solo.
È il nostro modo di poterci esprimere non nella maniera più sincera, assolutamente, ma in quella più completa, più complessa e se solo volessimo, più bella.
Le parole, tuttavia, sono quelle che possono ferire.
Le parole sono, altresì, quelle che si possono mal interpretare.
Ognuno ha un linguaggio di comunicazione diverso, e come tale possiamo fraintendere, sbagliare e rischiare di non intercettare correttaente i messaggi.

Tuttavia durante il CoVid-19, si è creato una sorta di linguaggio comune, nuovo un po' a chiunque e divenuto di utilizzo quotidiano. Chi non ha utilizzato una o più volte queste parole, nell'arco dei mesi passati:


Pandemia; Curva epidemiologica; Virologo; Distanziamento sociale; Congiunti; Lockdown
Affetti stabili; Assembramento; Mascherina

Ora, per alcune parole come "mascherina" e "virologo" sarà più probabile che qualcuno le abbia già pronunciate in precedenza. Tuttavia durante il lockdown e nell'immediata fase 2 queste parole venivano ripetute di continuo come fanno i bambini quando imparano i primi vocaboli e non dicono altro.

Cosa può significare?
A mio avviso il desiderio di comprendere, far proprio e allo stesso tempo demonizzare il problema. Non a caso quando vi è stata la liberatoria che riguardava i congiunti numerose sono state le reaction comiche sui social, per esempio.

Se non puoi sconfiggerli, alleati con loro.


Diceva un vecchio detto.
La cosa che personalmente mi fa davvero riflettere è il non avere la
minima idea di quanto tempo ci vorrà per eliminare dalle nostre consuetudini linguistiche questo nuovo format. Quando arriverà il momento in cui uscendo e vedendo un gruppo di persone diremo semplicemente che c'è un sacco di gente e non un assembramento?

Il confine tra battuta di spirito e ossessione è delineato dal terrore che abbiamo sopportato in questi mesi. Dalla tv, dalla comunicazione massiva, dal temere che ai nostri cari succedesse qualcosa. Ma questo effetto rebound che ci porteremo addosso e che il nostro linguaggio palesa giorno dopo giorno, riusciremo davvero a farlo sparire, tornando ad una vita normale a 360°?

Personalmente spererei arrivasse il giorno in cui non si sentirà più dire "Congiunti" ma si tornasse a "parenti" o "fidanzati" e che parole come "Distanziamento" fossero solo il lontano ricordo di un momento che inevitabilmente segnerà la storia dell'umanità. Spererei che le persone si ricordassero di questa prima metà del 2020 con umiltà e coscienza civica, ma senza l'ossessione della paura a divorarle.




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