A lezione di Socialità. Insegnante: Onorevole Facebook




Di difetti ne ho così tanti che non mi basterebbe una vita intera per elencarli tutti.
Uno di questi è sicuramente la mia totale incapacità di relazionarmi con le persone; o meglio, spesso e volentieri non faccio nemmeno lo sforzo in più per creare un ambiente ottimale a coltivare una buona amicizia.
Sin da quando ero ragazzina ho trovato nei blocchi da disegno, nella musica e nei libri i miei migliori amici; in più ho sempre avuto accanto un fratello maggiore con cui, a parte i soliti screzi adolescenziali, sono sempre andata molto d'accordo. A cosa mi serviva tutto il resto? A nulla.
Almeno così credevo.

La verità è che durante gli anni dell'università ho capito che le persone sono una fonte inesauribile di stimoli. Il confronto, nel bene e nel male, aiuta a conoscersi, a mettersi in gioco e anche ad avere una risposta più veloce a qualunque conflitto la vita metta dinanzi.

Non è necessario avere amicizie storiche, meravigliose. Per quelle credo esistano persone più o meno fortunate e persone che hanno avuto sicuramente più costanza e più bisogno di me nel coltivarle.
Ma i rapporti, in generale, sono fondamentali nello sviluppo dell'Io.

Da allora ho iniziato a parlare con le persone, ma soprattutto ho iniziato ad ascoltarle.
Ascoltavo gli anziani sul treno nei miei tragitti da pendolare e i racconti delle mamme.
Gli estranei, quelli che non rivedevo mai più, mi davano moltissimo, perché in ogni caso sapevo che qualunque cosa mi dicessero sarebbe stata priva di giudizio.

La lezione vera, però è arrivata anni dopo, da Facebook, e ancora prima di studiare i meccanismi per approcciarmi al digital marketing.

Inizialmente il social era costruito attorno all'idea dell'individuo, infatti nasce come una sorta di annuario scolastico americano per catalogare e mettere in contatto gli studenti tra loro.
Foto, data di nascita, interessi e condivisione di contenuti.
That's all.

Pian piano facebook cambia sotto molti aspetti.
Un aspetto importante viene rivestito dalla sfera business che dà l'opportunità alle aziende di avere maggiore visibilità sulla rete senza dover necessariamente sostenere i costi di un sito web o avere competenze informatiche per crearne uno (una cosa non sostituisce l'altra, sebbene per molti non sia chiaro. Tuttavia sicuramente per iniziare è un ottimo canale per far capire che la propria attività esiste), dall'altra inserisce piano piano delle nuve funzionalità tra cui i gruppi.

Ciò che rappresentavano i gruppi è stato da subito abbastanza chiaro: degli agglomerati di persone che condividevano gli stessi interessi/lavoro/necessità.
Non ricordo se sin dall'inizio avessero le stesse dinamiche di oggi, ad ogni modo per chi come me ha vissuto l'era dei Forum, il concetto per alcuni versi è simile:

  •  Esistono gruppi privati e gruppi aperti a cui si può accedere senza richiedere permessi particolari
  •  Sono necessarie delle regole affinché nel gruppo non vi sia il caos
  •  Esistono dei moderatori scelti per lo stesso motivo sopracitato
  •  I topic/post li fanno gli utenti e in base alle discussioni/commenti, salgono o scendono e dunque restano più o meno visibili
  •  Più i membri sono attivi più ricevono dal gruppo un riconoscimento.

Ciò che Facebook ha chiaramente aggiunto rispetto al vecchio sistema dei forum è la grafica pulita ed ormai consacrata del social network che consente un maggior ordine nei post; la piacevolezza dell'esperienza regalata all'utente che scrolla tra le varie notifiche contenenti foto, video e simili; la diffusione del social, che consente un numero molto più vasto di interazioni.

Poniamo ad esempio il gruppo di Lavoro di una città qualunque.
Si sono stimati 2,38 miliardi di utenti attivi mensili (MAU) al 31 marzo 2019; dunque sarà molto più probabile che una porzione di questi possa essere residente nella stessa città e dunque possa dare/ricevere le informazioni utili grazie a questo canale. 

Nei forum, anche vista la connesione 56k; l'assenza degli smartphone e la minoranza di persone con competenze digitali, sarebbero stati molti meno coloro che avrebbero potuto beneficiare di questi piccoli aiuti.

Tuttavia i gruppi di Facebook possono essere qualcosa di davvero positivo se usato come arma di distrazione, moderatamente, a mio avviso, come tutto ciò che concerne il social se non si tratta di lavoro.
Chiaramente a capirlo ci ho messo un sacco di tempo, o meglio, il tempo necessario a trovare il gruppo che faceva per me. Ho provato ad inserirmi in alcune situazioni di Grafica; in altre di disegno; illustrazione; donne che fanno cose molto belle (lavoro, iniziative etc) e lettura.
Quest'ultimo non mi è dispiaciuto, ma non mi sono mai sentita abbastanza "a casa" da scrivere un post. Magari ne ho commentato qualcuno condividendo una mia esperienza di lettura, ma non avevo alcuno stimolo per iniziare qualcosa da zero e metterlo in piazza.

Mi sono iscritta a gruppi di cani di ogni genere. Ne ho due, adoro vedere foto di cani, magari mi sarebbe piaciuto condividere i miei. Ma niente, nemmeno lì è scattata la scintilla. Fino a quando mi si è smosso qualcosa dentro.

Ho conosciuto .

Premesso che questo già dal nome si capiva non sarebbe stato un gruppo come un altro, ho letto le regole e me ne sono innamorata, però con tutte le riserve del caso. Magari poi era tutta fuffa.

E invece no. Il senso del gruppo è di postare foto di cani si, ma ci si scrive in modo molto ironico; non offensivo ma prendendosi in giro forte. Ad un certo punto si finisce quasi per conoscersi, se non altro tra alcuni degli elementi del gruppo. O almeno, mi è capitato così; sapevo il nome di certi partecipanti ed è diventato "il mio gruppo".
Talvolta capita che si abbia bisogno di consigli anche piccoli ma di persone d'esperienza anziché da Google, ed ecco che il gruppo offre più di 21.000 iscritti di cui molti tra i più solerti nelle risposte sono educatori o cinofili incalliti; volontari e quant'altro.
Sul grande numero sbagliare è quasi impossibile. Nei momenti di "crisi" i toni possono rimanere leggeri ma almeno per quanto mi riguarda ho sempre trovato risposte e gentilezza, mai la stessa arroganza o supponenza che trovavo in gruppi diversi.

Ecco, probabilmente di base il fatto di essere un gruppo ironico, di leggere continuamente post divertenti, aiuta i partecipanti ad essere più cordiali quando ce n'è bisogno.

C'è da dire, inoltre, che portando un nome così importante, che contiene persino una parolaccia al suo interno, spesso i moderatori devono sostenere una mole di lavoro importante.
Cancellare contenuti, cacciare utenti dal gruppo che non comprendono lo spirito dello stesso.
Ho visto da parte loro una cura e un affetto nei riguardi di questa community che di rado mi è capitato di notare altrove. A volte mi chiedo chi glielo faccia fare, ma poi presumo che la quantità di post giornalieri e le interazioni continue a distanza di anni siano una soddisfazione enorme per queste persone.

Ed è così che Facebook mi ha dato una lezione importantissima di Socialità: il branco dove trovarsi a proprio agio c'è, basta trovarlo. Se il gruppo avesse avuto meno utenti probabilmente sarebbe stato più difficile. Più aspettative, più facili i disguidi o la noia sugli stessi post visti e rivisti.

Non vanno demonizzati i gruppi, ed è forse in questi contesti che si può trovare maggior supporto per le proprie esigenze virtuali. Con "Io e il mio cazzo di cane" rido. Moltissimo. Vedo foto di cani, non sono cani in adozione, maltrattati o abbandonati. Sono cani felici. Alcuni membri raccontano le proprie storie e lo fanno romanzando il più possibile le storie dei propri animali per renderli quasi protagonisti di una sit-com. Leggo racconti brillanti, con foto belle. Mi svago. Leggere i loro post al volo, mentre aspetto un autobus o di mettere la pasta nell'acqua bollente mi regala sempre un sorriso.
Un po' come una birra veloce al bar con una compagnia di amici, quelli che si vedono ogni tanto, nelle rimpatriate e di alcuni nemmeno ci si ricorda il nome; queste esperienze lasciano sempre una bella sensazione e soprattutto, se domani non ci fosse più, non sarebbe la fine del mondo.

Mi auguro davvero che il gruppo abbia lunga vita. Non so se e quanto permarrò io su Facebook, se prima o poi sarò così impegnata da dedicarvi si e no un'ora al mese; tuttavia come una chiacchierata con un anziano sul treno ma costante; come un flusso di positività continua, questo gruppo mi nutre.
Ed è esattamente ciò che evidentemente cercavo da un gruppo prima di iscrivermi ed interagirvi.
Tuttavia credo che ognuno cerchi stimoli differenti e riceva sensazioni altrettanto diverse.

Hai un gruppo che adori? Se ti và, raccontami il perché! :)

Commenti

Post più popolari